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Zungri Comune del Poro
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Il Comune di Zungri ha una superficie di 23,26 km2 con una popolazione di circa 2.300 abitanti; ed è situato a 554 slm. sul versante nord-orientale del monte Poro. Il suo primo nome pare sia stato "Asfalanteo" che vuol dire terra delle ginestre. L’economia cittadina si regge prevalentemente sulla produzione agricola e in parte sugli allevamenti ovino, bovino e caprino. A Zungri centro e caratteristica la parte bassa del paese che conserva ancora le vecchie costruzioni, vicinissime alle grotte Basiliane (Grotte degli Sbariati (o sbandati), insediamento rupestre del XII e XIII secolo di monaci Brasiliani), queste conferiscono a Zungri una importante testimonianza storica. Le Grotte sono 39, si affacciano sui terrazzamenti degradanti sul torrente "Malopera", e costituiscono un complesso unico, nella fattispecie, rinvenuto in Calabria. |
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I Link di Zungri: L'Infiorata di Zungri 2010 - 13 Giugno La Festa dello Sport a Zungri 2010 La Mostra di Michele Zappino - Scultore Importante incarico per Don Felice la Rosa Natale 2009 recita: I bambini e la guerra Il Presepe artistico 2009 di Mazzitelli Commemorazione 2009 del 4 Novembre Festa della Madonna del Rosario 2009 Il Caso dell’Abate Pasquale Sorrentino Libro di Ernesto Pugliese Festa Madonna Neve 2009 2008 2007 2004 Storia del Calcio Zungrese di F. Fiamingo La Madonna della Neve in Argentina 2009 L'Infiorata di Zungri 2009 2008 2007 Delegazione di Zungri incontra la Comunita Zungrese in Argentina Le Vecchie Masserie del Poro di F. Fiamingo Anselmo Ciluzzo: "Un Laico Impegnato" Zungri ricorda i suoi Personaggi Illustri I Reduci della 2° Guerra M. - Premiazione Festa Madonna Neve 2008 2007 2004 Sagra della Patata 2009 2008 2007 2006 2005 Il Culto della Madonna Neve a Zungri La Madonna della Neve in Argentina |
Il Monumento di Zungri ai caduti delle due guerre |
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Riti e Tradizioni Pasquali a Zungri Le Case Grotte dei Monaci Medioevali Sindaci e Amministratori Comune di Zungri Funerali a Zungri:'a Madonnejia F. Fiamingo |
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Incarico per Don Felice la Rosa Il sacerdote zungrese designato alla guida della fondazione "Migrantes" Zungri - Emiliano Jiménez Hernàndez è un teologo di fama internazionale che ha studiato a lungo "Il discorso della montagna". Il risultato è contenuto nella pubblicazione di un saggio approfondito, dall’omonimo titolo, nel quale l’autore propone una disamina a trecentosessanta gradi del primo dei grandi discorsi di Gesù raccolti da Matteo. «E’ il primo non solo perché occupa il primo posto - scrive l’autore nella sua introduzione - ma per il valore unico e singolare che possiede. La forza del suo contenuto e l’arte della sua composizione ne fanno la perla del Vangelo, il gioiello della fede cristiana». In uno dei passaggi cruciali del passo evangelico in argomento, Gesù afferma: «Beati gli afflitti perché saranno consolati». L’annuncio della gioia donata da Dio si rivolge, pertanto, ai perseguitati, ai poveri a coloro che hanno il cuore schiacciato dalla sofferenza. La fondazione "Migrantes" s’inquadra, perfettamente, in tale contesto. Trattasi di un organismo costituito dalla Conferenza episcopale italiana, sorto, come recita l’articolo uno del suo atto di fondazione «per assicurare l’assistenza religiosa ai migranti, italiani e stranieri, per promuovere nelle comunità cristiane atteggiamenti di fraterna accoglienza nei loro riguardi, per stimolare nella stessa comunità civile la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica convivenza rispettosa dei diritti della persona umana». In sostanza, l’ambito nel quale la fondazione esercita la sua attività è rappresentato dalle persone coinvolte dal fenomeno della mobilità umana. Con formale provvedimento di qualche giorno fa, il vescovo monsignor Luigi Renzo, ha affidato la direzione dell’Ufficio diocesano per la pastorale migrazioni a don Felice La Rosa, sacerdote presso la parrocchia San Nicola di Zungri. Don Felice La Rosa ha accolto la decisione vescovile con entusiasmo e soddisfazione e, al riguardo, ha dichiarato: «Il mio impegno tanto per gli emigrati della diocesi all’estero, quanto per gli immigrati sarà dispiegato con dedizione e costanza. Considero questa nomina - ha aggiunto don La Rosa - un privilegio, perché mi offre la possibilità di impegnarmi fattivamente, moralmente e spiritualmente in favore di chi, tradizionalmente, viene considerato "ultimo" dalle consolidate gerarchie sociali, culturali ed economiche. Il mio pensiero corre a Sant’Agostino: Me servire cogit libera caritas (Un amore che è libero mi costringe a servire)». La prestigiosa nomina precede di qualche settimana la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato che si svolgerà domenica 17 gennaio 2010 e sarà dedicata al tema: “I migranti e i rifugiati minorenni”. Per tale occasione, il Papa ha già indirizzato ai fedeli il suo messaggio, nel quale, fra l’altro, c’è scritto: «Mentre esprimo gratitudine per quanto si sta facendo con grande generosità vorrei invitare tutti i cristiani a prendere consapevolezza della sfida sociale e pastorale che pone la condizione dei minori migranti e rifugiati. Risuonano nel cuore le parole di Gesù: "Ero forestiero e mi avete ospitato" (Mt 25 35)». Corrado L’Andolina Pubblicato su Calabria Ora il 24 dicembre 2009, p. 36 |
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La Madonna della Neve in Argentina - 10 agosto 2008
Il cartellone con le pagine di Poro.it esposto a Buenos Aires il 10 Agosto del 2008 durante la festa della Madonna della Neve in Argentina. Ho provato una grande emozione nel ricevere, dal sig. Vincenzo Mamone componente "Dell’Associazione Madonna della Neve" di Buenos Aires, una raccolta di immagini relative alla celebrazione della festività del 10 Agosto 2008; le più significative verranno pubblicate su questo Sito in un successivo servizio. Ringrazio gli emigrati zungresi di Buenos Aires per tutta l’attenzione prestata al sito e alla mia persona. Sottolineo che, l’obiettivo di lavoro intrapreso da Poro.it (da oltre 8 anni) è diffondere, attraverso la rete Web, la cultura e le tradizioni delle nostre popolazioni e stabilire, contemporaneamente, un legame sempre vivo con il paese d’origine. Un affettuoso saluto va a tutti, tra i quali, ho riconosciuto attraverso le immagini: Vincenzo Mamone, Giuseppe Licastro, Marianna Accorinti, Aldo Mazzitelli, Pasquale Massara, Pasqualino Limardo ('u sacristanu della mia infanzia), Francesco Niglia e consorte Purita..., la pittrice Grazia Giannini, e mi scuso con le tante persone di cui non conosco o ricordo i nomi. Francesco Fiamingo
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Zungri: Appuntamenti d’estate 2008 AGOSTO ZUNGRESE, UN CARTELLONE RICCO DI EVENTI La Pro loco di Zungri con il contributo dell’assessorato regionale al Turismo e dell’amministrazione comunale ha definito il programma della rassegna estiva "Agosto zungrese". Ricca la programmazione degli eventi. Si incomincia il 4 Agosto con il concerto degli Stadio organizzato dal comitato promotore dei festeggiamenti in onore di Maria santissima della Neve. La band si esibirà in piazza e l’ingresso sarà gratuito. Il 9 agosto sarà di scena il canto soprano di Daniela Di Pippo e del Puccini Ensemble. Nel corso della serata verranno premiate personalità zungresi che si sono distinte nelle discipline artistiche, culturali e nelle professioni. Il 10 agosto il locale pub Dark angel organizzerà la sagra della birra. L’ 11 sarà la volta della star internazionale Corona. Il 13, la festa tricolore sarà allietata dalla famosa band romagnola di Raoul Casadei; nel corso della serata, sarà organizzata la tradizionale degustazione enogastronomia di prodotti tipici locali. Ferragosto verrà dedicato a uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi; la cover "Il mio canto libero" eseguirà le canzoni di Lucio Battisti. Il 17 verrà allestita in piazza Madonna della Neve la diciottesima sagra della patata a cura del circolo ricreativo "Primavera". Il 20 la serata di cabaret, con la presenza di Cacioppo, attore reso celebre dalla trasmissione televisiva Zelig. Il 23 agosto sarà di scena la cultura: l’associazione "Nautica musical" curerà il musical ideato da Riccardo Cocciante "Giulietta e Romeo". Il 26 il meeting delle bande musicali. Fra le partecipanti: la banda Giuseppe Verdi di Zungri, Musica insieme di Rombiolo e la banda San Pietro Musitano. Il 30, la rassegna dell’agosto zungrese sarà conclusa dalla performance di Orietta Berti. Corrado L’Andolina - Pubblicato su CALABRIA ORA il 30/7/2008 |
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![]() Zungri visto da Cessaniti - Immagine Tommaso Prestia |
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![]() Piazzetta e Santuario Diocesano Madonna della Neve |
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![]() Altare del Santuario Diocesano Madonna della Neve |
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![]() Villa Comunale - Cichello Gasparri Giuseppe - |
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![]() Chiesa di Sant'Anna |
![]() Portale settecentesco Pal. Fiamingo |
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- 'a Grutta da Madonna di Lourdes - La Grotta della Madonna di Lourdes Racconto inedito tratto dalla raccolta “Quadretti Zungresi” di Francesco Fiamingo Con il termine “ ‘a Chesia Madri”, era indicato uno spiazzo in terra battuta, del centro storico del paese. Questa definizione proveniva dal fatto che su quell’area, nel passato si trovava ubicata la chiesa matrice parrocchiale del paese, andata distrutta con i terremoti del 1905. Questa area era divenuta, negli anni, il ritrovo, il punto d’incontro per i ragazzi ed i giochi che si sviluppavano nel periodo di riferimento che è quello degli anni 50 del secolo scorso. Lo spiazzo era anche la dislocazione del circo “Zavatta” che in quegli anni, anche per lunghi periodi, soggiornava nel nostro paese. Nel Maggio del 1958, l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco, Giuseppe Cichello Gasparri( 1919-1994) decise di recuperare questo spazio ritenuto sacro dalla popolazione. Si pensò di realizzare un’area mistica di preghiera, con la costruzione di una grotta che avrebbe riprodotto le apparizioni della Vergine a Lourdes. Con quest'operazione, quel suolo era recuperato al culto, come desiderio popolare. Il rimanente spazio libero era da utilizzare per aiuole, in modo da abbellire il luogo. Avvenne che, in quel frangente, su segnalazione d’alcuni contadini del posto, nell’agro del nostro territorio, in località indicata come “Simileo” e sul corso d’acqua dell’omonimo torrente, fu trovata una pietra calcarea impreziosita da infiorescenze prodotte dall’acqua, e formazioni di stalattiti sulla piccola cascata. La formazione di queste strutture calcaree, potrebbe derivare, dalla presenza d’anidride carbonica disciolta nell’acqua e proveniente dalle sorgenti sulla sovrastante area di “ mbrosi “. Il tempo e fenomeni di natura chimica-fisica, hanno completato il processo di trasformazione. Gruppi di volontari si attivarono allo scavo e recupero del materiale. La località in oggetto, distante circa 2 km dal centro abitato, al tempo era raggiungibile solo a piedi o con l’asino; per le ultime centinaia di metri, si trattava di un viottolo strettissimo dove era necessario fermarsi, scostarsi di lato e far passare chi arrivava dal senso opposto. Eravamo in tanti i ragazzi a fare quel percorso, ed è giusto dire, che si trattava di una gara fatta a piedi nudi, per essere più veloci. Ad ognuno era affidata una di quelle piccole pietre da portare “a Chesia Madri”; quelle più grandi e con infiorescenze di rara bellezza, le portavano le donne in testa, oppure erano disposte in cesti circolari “fiscini”, trasportati dagli asini. La realizzazione della grotta è stata affidata ad uno dei più bravi ed abili mastri muratori del paese “mastru Rafaeli Ciluzzo”, (1914-1968) il quale si avvalse della collaborazione di alcuni giovani aiutanti “discipuli” di altri manovali e di “mastru Peppi”. Come si può comprendere, dal racconto, non sono segnalati progettisti o architetti, tutto fu affidato alla creatività, e genialità dei “mastri” e alla generosità del personale che prestò la sua opera gratuitamente. L’elenco delle persone che collaborarono, insieme alle notizie storiche del luogo, furono trascritte in un documento, che il Sindaco fece custodire all’interno della struttura della grotta. Il perimetro esterno fu recintato con tre filari paralleli di tubi, collegati a dei pilastri in muratura. All’interno di questo spazio quadrangolare, sull’angolo opposto all’entrata di Via Umberto, fu localizzata l’area per l’edificazione della grotta, al centro in muratura fu costruita una vasca circolare con zampillo centrale che si liberava da una struttura fatta di pietre libere soprapposte; non mancarono i pesci rossi d’acqua dolce. Il resto dello spazio fu diviso per le aiuole, intersecate da corridoi di collegamento; panchine in cemento furono disposte in adiacenza alle aiuole. Furono messe a dimora varie piante ornamentali, quattro pini, di cui tre esistenti tuttora. Ben presto le piante, crebbero, si formarono delle siepi, ed aggiunte altre piante di maggiore pregio, il tutto in modo pulito ed ordinato. Per lo sviluppo di questa villetta fu fondamentale l’opera prestata da una persona segnalata in precedenza, “mastru peppi” (Giuseppe Mamone 1900-1984) ma, anche da tutti gli abitanti della comunità, per l’amore ed il rispetto del luogo. “ Mastru Peppi,” abitava a poche decine di metri, dalla villetta, il Suo orto, annesso all’abitazione, era un piccolo parco della natura. Uomo appassionato, alle piante, agli animali, al ruscelletto con l’acqua, alle nicchie con i santi. Nel Suo orto c’era la gabbia con la volpe, la gabbia con le scimmie, la lepre, i pappagalli, i canarini, cardellini, merli, corvi, tortore, colombe di vari colori, oche, anatre, fagiani, tacchini, la vasca con i pesci, nicchie con statue di grosse dimensioni di santi, quali Santa Marina, San Francesco di Paola ed altre più piccole. Qui, le piante, gli animali, gli oggetti vari, i santi, l’acqua, costituivano per noi ragazzi, quando ci capitava di entrare, motivo di curiosità ed ammirazione. Questa passione, per le piante e la natura, il nostro personaggio la trasferì nella villetta della Madonna di Lourdes; sempre attento, pronto ad intervenire, era il custode volontario riconosciuto di uno spazio di verde pubblico. La prima celebrazione Eucaristica alla grotta, con l’insediamento della Vergine bianca, e l’immagine della Santa Bernardetta in ginocchio ai piedi dello stagno con acqua, fu tenuta dal vescovo del tempo mons. Vincenzo De Chiara. Nei primi anni, con l’arciprete Nicola Fiamingo, fu allestita in occasione dell’otto settembre, una festa votiva. Negli anni questa tradizione fu abbandonata, ma ancora ai giorni nostri, nella serata dello stesso giorno, é celebrata la Santa Messa. L’anzianità e la scomparsa dei più devoti, lo spopolamento di molte case limitrofe, portarono ad un certo abbandono e degrado della villetta. Le amministrazioni comunali, intervennero con opere di ristrutturazione, tendenti al recupero e consolidamento dell’area. Rispetto al passato, mancano le piante i fiori, i colori, le donne sedute sulle panchine di pomeriggio che recitano il S. Rosario. Adiacente alla grotta negli ultimi anni è stato aperto il Museo Dell’Arte Contadina, ed un percorso, che porta a visitare l’insediamento rupestre, delle “Grotte di sbariati”, per cui il visitatore turistico, si trova a passare davanti alla nostra villetta. Sono turisti soprattutto tedeschi che, trascorrono un periodo di ferie lungo la nostra costa, nei vicini centri turistici di Tropea, Capo Vaticano, Zambrone, Briatico; si trovano a seguire itinerari turistici, atti a scoprire le bellezze, le tradizioni, i tesori meno appariscenti che, il territorio può offrire. L’immagine delle nostre pie donne vestite di nero davanti alla grotta, è sostituita quindi, dalla presenza di figure fisiche ben diverse. Porteranno con loro un ricordo, un documento fotografico della nostra grotta; i sentimenti, gli affetti, resteranno sempre presenti nella mente e nei cuori di quanti vissero quel periodo, e in tutti coloro a cui, attraverso i ricordi e racconti, queste storie nel tempo arriveranno. Francesco Fiamingo |
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Zungri - I 50 anni della Grotta Madonna di Lourdes Foto - fonte, Museo Archivio terremoti Zungri Settembre 1958 – La prima Celebrazione Eucaristica, nella foto:
Francesco Fiamingo |
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Grotta della M. di Lourdes: La Madonna |
Grotta della M di Lourdes: L'Altare |
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“A Grutta da Madonna di
Lourdes”
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"Grotte degli Sbariati"
Vista interna ed esterna
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Il Laghetto collinare di Zungri
Il Laghetto collinare di Zungri di Francesco Fiamingo Percorrendo la strada provinciale che dall’Aeroporto Luigi Razza di Vibo Valentia, in direzione di Tropea, all’altezza della diramazione per Nicotera - Monteporo, sulla destra, un’insegna di legno sull’imbocco della strada interpoderale, indica "laghetto collinare di Zungri". Ci troviamo sull’altopiano del "Poro", termine d’origine greca che sta ad indicare passaggio, attraversamento di un territorio, che collega gli antichi insediamenti di Tropea e Nicotera con l’entroterra di Vibo Valentia. Da questo punto, in posizione Nord-Est, nell’adiacente vallata denominata "Ropolà", è situato il laghetto collinare di Zungri. Le numerose insegne guida disposte lungo il percorso, ne facilitano il raggiungimento. I panorami, che si affacciano, sono straordinari, ampie vallate verdi di querce secolari, dirupi verticali di bianca pietra calcarea, promontori con adiacenti strapiombi e poi un’ampia conca di territorio “fossa di Paulina”, con qualche rudere rurale “pagghiaru”, fanno da cornice ai nuovi insediamenti sul territorio, creati dal corpo forestale. Sul piano, dell’altra sponda della vallata, sorge il nuovo abitato di Papaglionti; sulla sinistra, in direzione Nord, s’intravede Zungri. Nell’agro di questi territori, denominati “Ropolà, Crispa, Dominejiu, Paulina, Nicafoli, Surici”, da anni le attività forestali regionali, si sono attivate con la creazione e mantenimento d’aree boschive. Accanto a queste iniziative è stato creato un invaso d’acqua che, contornato da un percorso stradale, opportunamente recintato da steccato di legno, e dal verde dei riflessi di salici piangenti, di querce e pini, ne costituisce un’oasi naturale. Per i dati tecnici del posto, facciamo riferimento a quanto è riportato su uno dei pannelli esposti. “Il laghetto collinare di Zungri è un piccolo invaso artificiale a Sud Est del centro abitato di Zungri, a circa 500 mt s.l.m. circondato da vegetazione ripariale semi naturale e inserito in un contesto paesaggistico prevalentemente agricolo. Nell’area, sulla base delle caratteristiche geomorfologiche e vegetazionali possono essere distinte le seguenti tipologie di ecosistemi naturali: Ecosistemi dei boschi mediterranei, ecosistemi dei valloni e dei boschi di forra”. Di recente, grazie alla riqualificazione del laghetto, nell’ambito di un progetto sullo sviluppo sostenibile nel territorio Poro-Serre e finanziato dal Ministero delle Attività Produttive, sono state realizzate aree di sosta attrezzata, con tavoli, panchine, ed adiacente posto fuoco per griglia, percorsi pedonali nel verde, sistemazione accesso, recinzioni e parcheggi. Il laghetto collinare di Zungri è tutto qui, pronto ad ospitare tutti coloro che amano la natura ed il suo ambiente. Testi e Foto di Francesco Fiamingo - Zungri Luglio 2006
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Zungri ricorda i suoi Personaggi Illustri
Vie e spiazzi intestate ad alcuni cittadini distintisi per impegno Zungri Per non dimenticare. Potrebbe essere il titolo di un film o di un romanzo che rimanda direttamente alla memoria. La cittadinanza e l’amministrazione di Zungri, non intendono essere irretiti dalle fauci dell’oblio. La conferma è data dall’evento che si è svolto ieri nel piccolo comune sito alle pendici del Poro. Un momento destinato a rimanere bene impresso nella memoria collettiva. L’amministrazione, infatti, ha deciso di intitolare alcuni spiazzi a personalità di spicco del suo recente passato. Il sindaco, Tino Mazzitelli ha dichiarato: "La civiltà di cui siamo figli, è merito dei nostri genitori. Sono loro che ci hanno educato al valore del reciproco rispetto e della democrazia. L’odierno riconoscimento è anche un tributo a tutti quei cittadini che con la loro silenziosa laboriosità hanno contribuito all’accrescimento civile e culturale di Zungri". Presenti alla cerimonia le autorità civili e i familiari degli illustri cittadini cui sono state dedicate le vie. Pasquale Mazzitelli, ex sindaco di Zungri e nipote del dottore Francesco Mazzitelli, al quale è stata intitolata la gradinata prospiciente la sua abitazione, visibilmente commosso ha dichiarato: “Le radici storiche sono, per il presente, linfa vitale. I sacrifici, l’onestà e la compostezza di chi ci ha preceduti nello svolgimento di delicati ruoli sociali, costituiscono l’emblema di un’epoca che offre mirabili esempi di costumi e comportamenti saggi e coerenti, indispensabili per costruire un futuro migliore”. Le pubbliche vie sono state intestate a: Domenico Mazzitelli che nella Seconda guerra mondiale, sul fronte greco-albanese, venne gravemente ferito agli arti superiori e agli occhi, con conseguente perdita della vista e l’amputazione di entrambi gli avambracci; Francesco Mazzitelli, tenente medico nella guerra del 1915-1918 insignito delle decorazioni e dei distintivi d’onore della campagna italo-austriaca, cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto per riconosciuti meriti combattentistici, cofondatore dell’Ordine religioso “Missionarie francescane del Verbo incarnato”, medico condotto e ufficiale sanitario di Zungri fino al 1982; Giovanni Purita giudice conciliatore degli anni Cinquanta e agente del dazio, definito nella presentazione come un “eroe della quotidianità”; Aurelio Sorrentino arcivescovo cattolico ordinato nel 1966 e primo delle due diocesi riunite di Reggio Calabria e Bova nel 1986; Paolo Sorrentino, ufficiale sanitario e medico di base di Zungri fino al 1995 specializzato sia in “Igiene generale e speciale” che in “Igiene e medicina scolastica”. Corrado L’Andolina Pubblicato su CALABRIA ORA il 12 agosto 2008 (P. 27) |
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Il Golfo di Santa Eufemia Lamezia - Vista da Zungri Immagine di F. Fiamingo |
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Pellegrinaggio "A Madonna di Carigghia"
In un’oasi della natura nel territorio di Zungri, si è svolto il tradizionale pellegrinaggio del mese di Maggio, presso l’Edicola votiva indicata con il nome del luogo, “a Madonna di Carigghia”. Trattasi di una località, distante circa tre km dalla parte inferiore del paese, raggiungibile oggi con strada asfaltata, attraversando le aree di “Provazzi, Mortilli, Ciappetta”. Questa radura di verde naturale, ai cui lati scorrono i torrenti di “Monaco e Voscu Arredi” per poi confluire in un’unica fiumara denominata “Ciappetta”, fino alcuni anni addietro era attraversata da un viottolo, sul cui argine era impiantata, su un basamento in pietra, un’Edicola con l’immagine della Madonna della Neve. Il viottolo era punto di passaggio obbligatorio per i collegamenti con alcuni territori quali, “Domineiju e Paulina” e con la frazione del comune di Zungri, Papaglionti. La tradizione locale indica nei marchesi Di Francia di Papaglionti, coloro che hanno localizzato e costruito, in origine l’Edicola. I miei ricordi sono legati ad alcuni passaggi nel luogo, durante il periodo autunnale, per la ricerca dei funghi. L’area intorno era ben sistemata, con piante da frutta, soprattutto fichi, viti, fichi d’india e varie querce. Al disopra dell’Edicola, una piccola e modesta costruzione rurale, dominava i vari terrazzi sottostanti. I ruderi rimasti, coperti di felci e rovi, testimoniano l’antico insediamento. “Le rasole”, cioè i ripiani, erano ben sistemati, ed un uomo anziano, dai capelli bianchissimi, con la zappa sempre tra le mani, si dedicava d'anno in anno alla loro coltivazione. La sera rientrava in paese, con le sue bestie, una mucca ed un asinello, sempre con il buio; al collo della mucca attaccava due fasci di sparto verde ( " trupi di vutumu " ) mentre lui si sosteneva dalla coda dell’asinello. Il ricordo della " Madonnejia di Carigghia ", è legato certamente a questa persona, che trascorse in quel luogo gran parte della Sua esistenza lavorativa e che tutti chiamavano “cumpari Franciscu”. In questo periodo, l’Edicola con il quadretto originale della Madonna è stata ricostruita grazie all’impegno di alcuni devoti, i cui nomi, (Bonavota Pasquale, Incollà Raffaele, Accoranti Giuseppe, Licastro Francesco) sono stampigliati su una lapide marmorea. Durante il pellegrinaggio (a piedi) è recitato il Santo Rosario, ed intonati vecchi canti in onore della Madonna. Nello spiazzo è stato predisposto un piccolo altare per la celebrazione dell’Eucarestia, affidata al sacerdote della parrocchia di Zungri, don Felice La Rosa. Alla fine della liturgia, è prevalsa tra i fedeli, la volontà d’allargamento dello spiazzo di terra, l’inserimento d'altre panchine e soprattutto la predisposizione di una recinzione in legno, lungo l’argine. E’ pomeriggio inoltrato quando la gente prende la via del ritorno, mentre lungo il canale, le infiorescenze bianche delle acacie hanno perso tutto il loro splendore, con il sole che si è alzato sui pendii più alti. Intorno all’Edicola, ritorna a regnare una natura intatta; lo scroscio dell’acqua, i canti degli uccelli, lo svolazzo delle rondini, le foglie che si muovono sotto il leggero venticello, costituiscono un rifugio mistico di preghiera, un’armonia contemplativa che ti distacca dalle inquietudini e dalle sofferenze della vita dei nostri giorni, e ti regala momenti di pace. Zungri Maggio 2006 Francesco Fiamingo |
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e-mail: Piapia@Poro.it |
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