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 Monte Poro Libri   Il Monteporo

Indice degli Autori

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Francesco      Arcella

M. Antonietta Artesi

Francesco      Aquilino

Alessandro    Bagnato

Giuseppe       Barillaro

Giuseppe       Berto

Angela         Cameriere Schiariti

Michele        Capote

Annarita       Castellani

Saverio        Ciccarelli

Bruno          Cimino

Carmela        Cocciolo

Luigi           Cotroneo

Pasquale       De Luca

Luciano        Del Vecchio

Saverio        Di Bella

Antonio        Di Grillo

G.pe Nicola   Di Leo

Cosmina        Furchi'

Don Carmelo   Furchi'

Agostino       Gennari

Giuseppe       Lo Cane

Corrado Antonio L'Andolina

Marcello       Macri'

Antonio        Miceli

Elena           Miceli

Don Francesco Mottola

Onde           Mediterranee

Scuola         Media Nicotera

Scuola         Media Drapia

Domenico      Naso

Agostino       Pantano

Gabriella       Perucchini

Rosetta        Pontoriero

Antonio        Pugliese

Ernesto        Pugliese

Francesco      Pugliese  di Zungri

Francesco      Pugliese  di Caria

Corrado        Romano

Franco         Rombolà

Mommo         Rombola'

Pasquale        Russo

Raffaele       Sesto

Antonio        Staropoli

Antonella       Scrugli

Pasqualina      Scrugli

Egidio          Tomasello

Franco          Vallone

Pasquale        Vallone - Medico e Scrittire

Raf             Vallone

Alessandro Bagnato

Raffaele Sesto

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Annarita Castellani     >>====> Sua Pagina

Presentazione del Libro:

Dalla Cipolla alla 'Nduja: Arte in cucina

Se è vero che la cultura comprende anche le tradizioni, gli usi ed i costumi dei popoli, se è vero che la cucina è un’arte, abbiamo la riprova di tutto ciò nel presente volume.

E’ un libro particolare perchè contiene ricette della tradizione calabrese, raccolte da una giovane autrice, che, nel timore di veder perduti i sapori che lei stessa ha provato da bambina, ha voluto raccoglierli per conservarli e tramandarli ai suoi conterranei, ma anche ai suoi coetanei.

Annarita ha voluto fare un viaggio appassionato e  tenace a ritroso nel tempo alla scoperta di materie prime genuine, sapori, aromi e profumi che oggi vanno scomparendo, e che fra qualche anno rimpiangeremo; ha realizzato l’opera con estrema precisione, scegliendo con oculatezza le ricette, attenendosi alla tradizione e soprattutto valorizzando le materie prime "povere" e facilmente reperibili nelle nostre zone.

Nient’altro. Nessun tentativo di interpretare in "chiave moderna", come oggi fanno in molti, la nostra cucina tradizionale.

Il turismo di massa, nella Costa degli Dei, ha portato ad un appiattimento dell’offerta gastronomica, con relativa perdita di modi, tempi ed occasioni di dedicarsi alla nobile arte della cucina. In quest’epoca di spersonalizzazione dei sapori attraverso la globalizzazione, l’autrice intende andare controcorrente, recuperando ed immortalando usi culinari e fragranze che sono parte integrante del nostro patrimonio socio-culturale e che non devono andare perduti.

Annarita fissa sulla carta la passione per la cucina e l’amore per la sua terra, recuperando ciò che sin da bambina le è stato tramandato in casa. Da questi sentimenti viene fuori un libro semplice, sincero e genuino, com’era esattamente la cucina dei nostri nonni. Passione certo, ma anche competenza tecnica, che porta la nostra scrittrice alla ricerca meticolosa e puntuale di ricette realizzate con i prodotti provenienti al nostro mare e dalla nostra terra.

Da Monte Poro a Ricadi, da Tropea alle colline del comune di Drapia, via via fino a sconfinare in altri angoli della tradizione gastronomica calabrese. Non solo la cipolla, il peperoncino, la ‘Nduja, il pomodoro, il tonno, i peperoni, ma anche la liquirizia, le clementine ed altro ancora.

La competenza tecnica traspare dalla precisione con cui gli ingredienti vengono dosati e  la procedura descritta, ogni piatto che si realizza ha una sua “personalità”, un suo modo di essere che riflette sicuramente il carattere passionale dell’autrice.

E’ un volume completo che in oltre cento ricette, dagli antipasti ai liquori, fa assaporare alle nuove generazioni ciò che per i nostri nonni era cibo quotidiano, frutto di conoscenze che si sono tramandate di padre in figlio per decenni.

Anche dal punto di vista della ricerca storica il libro non conosce approssimazioni: ogni piatto viene preparato con ingredienti da sempre esistiti dalle nostre parti, senza alcun tentativo di manipolazione o aggiornamento.

E per concludere, visto che anche l’occhio vuole la sua parte, la curiosità del lettore verrà appagata grazie ad un’ampia rassegna fotografica (curata dalla stessa autrice) in grado di illustrare anche le note cromatiche delle pietanze preparate, con lo scopo di rendere ancora più vive le ricette e la voglia di assaporarle.

 Saverio Ciccarelli - Direttore del mensile "LA PIAZZA"

Saverio Ciccarelli

Calabria Positiva,

un volume per capire la nostra regione

Sono 176 pagine piene piene di una Calabria tutta positiva quelle scritte da Saverio Ciccarelli, avvocato tropeano, tra l'altro socio fondatore dell'Accademia degli Affaticati di Tropea, giornalista e ricercatore attento.

Il volume, dal titolo "Calabria Positiva", edito da Meligrana Giuseppe Editore di Tropea, con la presentazione del giornalista Pantaleone Sergi e una nota critica di Annarita Castellani, è dedicato ai tanti calabresi sparsi per il mondo perché, ovunque si trovino, siano sempre orgogliosi delle loro origini e facciano qualcosa di buono per la nostra terra.

Malgrado questa dedica il libro nelle sue pagine non contiene un briciolo di retorica. E' un volume interessante e da leggere prima di rispondere alla domanda: Riuscirà la Calabria a vincere le sfide che i processi di modernizzazione e di globalizzazione stanno imponendo a tutte le regioni della Terra ? Oppure è destinata a rimanere la stessa regione con tutti i problemi e contraddizioni che la distinguono ?

Sono 176 pagine che rispondono a questo quesito e raccontano di una regione difficile ma sempre fonte di grandi potenzialità. Nel raccontare, l'autore si sofferma sulle differenze dei Calabresi di dentro e i calabresi di fuori, cercando sempre e ovunque l'essenza delle cose che compongono la Calabria, un prepotente bisogno di sapere da dove viene questa terra e, prima di tutto, che futuro avrà.

Per fare questo Ciccarelli parte da molto lontano, dalla natura, dal fuoco, inteso come calore e terra liquefatta, dall'acqua del mare, dei laghi, dei fiumi e delle fiumare calabresi, traccia la terra con le sue miniere, l'aria della Calabria, poi passa alle bellezze della natura, la flora e la fauna di questa regione del Sud Italia.

Il terzo capitolo del volume è dedicato alla ricchissima storia calabrese, ai tanti ritrovamenti archeologici ed al patrimonio storico con  musei di ogni tipo ricchi anche di tante curiosità, seguono le tematiche relative alle minoranze etniche, la religione, la massoneria, la criminalità, i personaggi illustri calabresi, i viaggiatori stranieri, visitatori di ieri e di oggi che sono arrivati da tutto il mondo per conoscere, capire e descrivere agli altri la nostra terra. La produzione agroalimentare con l'agricoltura occupa il capitolo seguente con tematiche che riguardano i tanti prodotti tipici e il rito della mattanza dei tonni.

Nel quinto capitolo Saverio Ciccarelli tratta le imprese con uno sguardo da vero economista con la produzione industriale, quella artigianale, e poi ancora i trasporti in Calabria con gli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone, le strade, la fin troppo famosa autostrada A3, le ferrovie e i porti. Il sistema di descrizione e analisi regionale si completa con le banche, il turismo, la sanità, il lavoro, l'emigrazione e l'immigrazione.

Nel nono capitolo, infine, viene affrontato il tema del territorio con le varie differenziate aree rurali, quelle metropolitane e le varie eccellenze.                 Franco Vallone

Saverio Ciccarelli - Calabria Positiva

Meligrana Giuseppe Editore, Tropea, 2010 -  € 11,00

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Raccolta di Poesie di

Rosetta Pontoriero - Sua Pagina

Rosetta nasce il 2 luglio del 1964 a Vibo Valentia.

Risiede a Spilinga, piccolo comune del vibonese.

Insegnante di scuola elementare, coltiva da anni la passione per le tradizioni antiche e per la poesia in vernacolo.

Dall'amore per la sua Calabria, nasce l'esigenza di pubblicare i suoi versi: questa, la sua prima raccolta.

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ARTICOLO DEL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA

di Mario Vallone

Sabato 17 aprile 2010, alle ore 18.30, presso la Scuola Elementare di Caria (VV) si è tenuta

la presentazione del libro

"La nostra regina"

di Francesco Pugliese, M.G.E.

Pagina di Francesco Pugliese

Presentato ufficialmente al pubblico il volume di Francesco Pugliese, intitolato "La nostra Regina Maria SS del Carmelo", testo incentrato sul culto della comunità cariese verso la Vergine Maria e sulle tradizioni popolari ad esso collegate.

L’incontro, molto partecipato, è stata promosso dalla Pro Loco e si è tenuto presso il salone della scuola elementare della frazione Caria. Ha introdotto e moderato i lavori il presidente del sodalizio drapiese Matteo Aiello. Dopo il saluto del sindaco di Drapia Alessandro Porcelli, il microfono è passato ai tre sacerdoti del comune: Don Antonio Gennaro, Don Sergio Meligrana e Don Giuseppe Furchì.

I tre prelati, in particolare i primi due, hanno relazionato sugli aspetti rilevanti della tradizione religiosa riconducibili alla figura della Vergine del Carmelo. E’ stata quindi la volta della giornalista Tania Ruffa, la quale ha incentrato il suo intervento sul testo di Pugliese lasciandosi a volte trasportare dalla commozione data la sacralità e particolarità dell’argomento. Michele Celano, il quale condivide con Francesco Pugliese la stessa passione per la poesia in vernacolo, ha poi letto dei versi in dialetto e a seguire il Prof. Pasquale De Luca, Presidente del Premio di Poesia "Tropea: Onde Mediterranee", ha speso parole di elogio per Pugliese e per il suo libro. Presente anche l’intero gruppo della Compagnia Teatrale Cariese, della quale Francesco Pugliese fa parte. Romana Naso, Presidente del sodalizio di  attori, ha fatto omaggio a Pugliese leggendo alcuni suoi versi dedicati proprio alla Madonna. E’ inoltre intervenuto l’editore Giuseppe Meligrana e, per ultimo, l’autore.

Il lavoro di ricerca Pugliese lo ha portato avanti con tanta devozione, dopo aver ascoltato la narrazione delle persone anziane di Caria, che l’autore ha ringraziato pubblicamente, ricordando anche quelle che non ci sono più. Lo stesso Francesco ha sottolineato che, oltre al grande aspetto religioso, il sedici luglio (giorno della festa della Madonna), è un grande momento di aggregazione e deve essere rispettato e tramandato. Il culto di Caria per la sua Patrona, come narrato nel libro, risale al 1894.

Il cariese Giuseppe Pugliese, assieme ad altri suoi compaesani, stava facendo ritorno dall’America dove si era recato alla ricerca di lavoro. Durante questo lungo viaggio una tempesta colpì la nave e, in preda allo sgomento e alla disperazione, Pugliese invocò la protezione della Madonna del Carmelo (da qui "Stella del Mare") promettendo di erigerle un’edicola votiva al suo ritorno in Calabria. Improvvisamente la tempesta si placò e si gridò al miracolo. I protagonisti di quell’episodio interpretarono quanto accaduto come un segnale di benevolenza della Vergine nei confronti di tutta la comunità cariese.

Da quel momento Giuseppe Pugliese si impegnò costantemente per la costruzione della chiesa dedicata alla Madonna e per omaggiare la Madonna, in particolare tramite l’organizzazione della festa che da allora si tiene ogni anno a Caria a metà luglio. Nel libro del giovane Francesco Pugliese sono raccontate tutte queste vicende, arricchite da approfondimenti e dettagli. Nel corso della presentazione si è parlato anche del triste avvenimento che ha segnato profondamente l’esistenza del giovane scrittore e che probabilmente è alla base della sua devozione per la Vergine. Quando era ragazzino una donna del suo paese morì a causa di una caduta mentre aggiustava dei fiori sull’altare della Madonna.

Francesco era presente quel giorno in chiesa con lei e da allora decise di non mettervi più piede fino a quando gli venne in sogno la stessa signora di Caria la quale gli disse di non avere paura e tornare a frequentare la chiesa. Su questo avvenimento Francesco ha anche scritto alcuni versi intitolati "Rosso sangue", poesia letta dall’amica Tania Ruffa. Il ricavato della vendita del libro, che è possibile acquistare sul sito www.meligranaeditore.it,  sarà destinato, per espressa volontà dell’autore, alla ristrutturazione della chiesa di Caria.

Articolo di Mario Vallone

Altri libri pubblicati

sulle

vicende religiose

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Caria

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Zambrone tra Fede e Vicende Religiose

Corrado L’Andolina presenta la sua opera

ZAMBRONE C’era tanta gente, domenica sera, alla presentazione del libro dell’avvocato L’Andolina dal titolo “Vicende religiose di Zambrone – 1725-1912 esegesi degli atti sulle visite pastorali”. La palestra della scuola media, concessa per l’occasione dall’Istituto comprensivo di Briatico e trasformata in sala conferenze dai membri del Centro studi umanistici e scientifici Aramoni, era gremita in ogni ordine di posto. Al centro del dibattito, animato anche dalla partecipazione di attenti uditori presenti in sala, il nuovo volumetto scritto da Corrado Antonio L’Andolina edito dall’associazione culturale aramonese.

Nel grazioso centro collinare della Costa degli dei non si ricorda a memoria d’uomo una serata come questa. Sarà forse perché il libro in questione è praticamente la prima pubblicazione, realizzata con metodo scientifico, a trattare questioni inerenti la storia di Zambrone. Anche per questo, molti amanti di studi storico-religiosi sono accorsi dai paesi limitrofi e da altre zone del vibonese per l’occasione.

Il compito di introdurre e coordinare gli interventi dei relatori è stato affidato al giornalista e saggista Salvatore Berlingieri. Dopo aver introdotto gli ospiti e raccolto il ringraziamento dell’Amministrazione comunale, portato dall’assessore Pasquale Purita, il moderatore ha dato la parola al preside Rocco Carmelo Cantafio, che ha aperto la serie di interventi focalizzando l’attenzione dei presenti su di uno degli argomenti chiave trattati lungo le pagine del libro: «il pathos che permea, oggi come allora, i cittadini di Zambrone nel loro rapporto con la vita, il lavoro, la fede». L’argomento introdotto da Cantafio è stato più volte ripreso da altri relatori. Lo stesso L’Andolina, nel raccontare ai suoi concittadini le tappe affrontate per realizzare questo suo lavoro, ha voluto sottolineare quanto fossero importanti nelle comunità religiose di Zambrone e delle sue frazioni sentimenti quali la passione, il logos e il pathos, e quanto lo siano ancor oggi. E sarà stata certo una gran soddisfazione, per l’autore aramonese, vedere la sua comunità riunita attorno a lui per «riscoprire se stessi attraverso la storia», un’esigenza questa dello spirito che si trasforma in un «primo passo utile a superare l'impedimento rappresentato dall’aridità dei cuori, dilagante nella nostra società» e che spesso ne minaccia la crescita.

L’Andolina ha ricordato le persone scomparse nel mese di febbraio, come l’amico Aldo Ferraro, 32enne morto per un tragico incidente sul lavoro e ha preso spunto da tale ricordo per sottolineare come l’immagine dell’amico fosse collegata, in alcuni suoi frammenti, alla festività patronale in devozione di San Carlo Borromeo: esempio di come le “Vicende religiose” incrocia